Questo volume illustrato raccoglie sedici storie di Antonio Gramsci estratte dalle lettere che scrisse dal carcere tra il 1926 e il 1934. Età di lettura consigliata: da 5 anni.
Antonio Gramsci ha lasciato un segno indelebile nella politica del XX secolo. Il suo pensiero si è evoluto in risposta alla crisi sociale e alle ingiustizie della sua epoca, contribuendo a plasmare il dibattito politico contemporaneo.
Antonio Gramsci è una figura centrale nel pensiero politico e culturale del XX secolo. Nato in Sardegna, la sua vita è stata caratterizzata da un impegno intenso nella scrittura e nell’attivismo.
Esplora le opere di Antonio Gramsci e scopri come la sua filosofia continua a influenzare il pensiero contemporaneo.
La Casa Museo è stata l’abitazione della famiglia Gramsci. Luogo della crescita personale e della prima formazione intellettuale di Antonio e importante testimonianza della storia familiare. Passaggio fondamentale dell’esistenza di Antonio Gramsci per aprirsi al «mondo grande e terribile e complicato».
La Fondazione promuove attività culturali, sociali e formative nel territorio, valorizzando il patrimonio locale e favorendo la partecipazione della comunità. Si impegna a sostenere progetti innovativi per lo sviluppo sociale e culturale.
Conosci il team, i valori e l’impegno della Fondazione nella tutela e sviluppo del territorio.
Unisciti a noi: metti in campo le tue competenze e contribuisci alla crescita della comunità.
Scopri come sostenere la Fondazione con donazioni, volontariato e altre forme di supporto.
Accedi ai documenti ufficiali, bilanci e informazioni per garantire completa trasparenza.
La Ghilarza Summer School offre un corso biennale di alta formazione dedicato al pensiero di Antonio Gramsci. Si svolge ogni settembre con docenti esperti e 15 borse di studio per approfondire i temi gramsciani in modo approfondito.
Approfondisci il percorso e gli obiettivi di Ghilarza Summer School dedicata al pensiero di Antonio Gramsci.
Ogni edizione approfondisce un tema gramsciano specifico, con lezioni in italiano e incontri aperti al pubblico.
Tutte le indicazioni pratiche per pianificare la visita: orari, modalità di accesso, servizi disponibili, contatti e informazioni sugli eventi. Tutte le informazioni indispensabili per preparare al meglio la visita e vivere un’esperienza completa.
Recapiti utili per richiedere informazioni, prenotare visite o entrare in contatto con la segreteria della Fondazione.
Un invito a scoprire il contesto storico e culturale che circonda il luogo natale di Antonio Gramsci.
Notizie e aggiornamenti su attività, progetti culturali ed eventi promossi dalla Fondazione sul territorio.
Tutte le informazioni su costi, riduzioni e modalità di prenotazione per accedere agli spazi espositivi.
Antonio Gramsci è una figura centrale nel pensiero politico e culturale del XX secolo. Nato in Sardegna, la sua vita è stata caratterizzata da un impegno intenso nella scrittura e nell’attivismo.
Esplora le opere di Antonio Gramsci e scopri come la sua filosofia continua a influenzare il pensiero contemporaneo.
Scopri la casa che ha visto crescere una delle menti più influenti dell’inizio del XX secolo.
Esplora i luoghi ricordati e citati da Antonio Gramsci nelle sue lettere nel territorio di Ghilarza e dintorni.
Con le tessere della Casa Museo di Antonio Gramsci puoi usufruire di tariffe d’ingresso ridotte e di altri vantaggi.
Selezione di pubblicazioni che raccolgono scritti di Antonio Gramsci o che hanno come tema la sua vita e il suo pensiero.
Le nostre guide esperte che ti accompagnerano a scoprire ogni dettaglio della casa di Antonio Gramsci.
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Ogni edizione approfondisce un tema gramsciano specifico, con lezioni in italiano e incontri aperti al pubblico.
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Nella sede della Casa Museo è presente un bookshop in cui puoi trovare una serie di pubblicazioni che raccolgono scritti di Antonio Gramsci o che hanno come tema la sua vita e il suo pensiero, oggetti di design e articoli di merchandising per portare con te un ricordo della visita o fare un regalo speciale.
Gli orari del bookshop corrispondono agli orari d’apertura della Casa Museo.
Disponibili alcuni libri in lingua straniera in inglese, francese, spagnolo, catalano.
Questo volume illustrato raccoglie sedici storie di Antonio Gramsci estratte dalle lettere che scrisse dal carcere tra il 1926 e il 1934. Età di lettura consigliata: da 5 anni.
Ricci a caccia di mele, topi che salvano il mondo, elefanti con le ali. E poi fiabe di uomini che cadono e risorgono, che parlano la lingua delle galline. Questo volume illustrato raccoglie sedici storie di Antonio Gramsci estratte dalle lettere che scrisse dal carcere tra il 1926 e il 1934. Ci presenta un uomo diverso dall’intellettuale impegnato, e rivela la nostalgia per il mondo del fanciullo felice qual era stato Nino nella sua Sardegna, isola lontana ormai, dove tutto era semplice e la libertà aveva le ali per volare lontano. Età di lettura: da 5 anni.
“Favole di libertà”, riprende e ripropone con una nuova e originale veste grafica e con le illustrazioni di Sandru Dessì, le fiabe dei fratelli Grimm tradotte dal tedesco da Gramsci.
Un altro libro che non deve mancare nelle librerie dei ragazzi. Divenuto, al pari de L’albero riccio, un classico nel panorama letterario nazionale, questa nuova edizione del volume “Favole di libertà”, riprende e ripropone con una nuova e originale veste grafica e con le illustrazioni di Sandru Dessì, le fiabe dei fratelli Grimm tradotte dal tedesco da Gramsci durante la prigionia, i racconti torinesi e alcune delle più belle lettere inviate ai figli Giuliano e Delio in Russia.
Contiene storie delicate e avventurose che parlano di briganti e di animali narrate da Gramsci per i propri figli, attraverso le lettere spedite dal carcere.
Il libro contiene storie delicate e insieme avventurose che parlano di briganti e di animali, di ricci, di volpi, di cavalli, di passeri, di struzzi e di pappagalli, narrate da Gramsci per i propri figli attraverso le lettere inviate dal carcere. Sono affascinanti storie adatte ai ragazzi e ai giovani lettori. Il libro contiene anche alcune letture che Gramsci proponeva ai figli: racconti di Puskin, Kipling, Dickens, Tolstoj e altri.
Le lettere che Gramsci scrisse durante la prigionia raccontano storie e fatti realmente accaduti; redatte in tempi apparentemente lontani si presentano per i contenuti attualissime.
L’albero del riccio, divenuto un classico nel panorama editoriale nazionale, vede ancora la luce in una nuova edizione illustrata dai disegni acquerellati di Alice Mocci. Le lettere che Gramsci scrisse durante la prigionia nel carcere di Turi ai figli Delio e Giuliano, ma anche a Giulia e alla mamma, raccontano di storie e fatti realmente accaduti e sono raccolte in un libro che non deve mancare nella libreria di ogni ragazzo; scritte in tempi apparentemente lontani si presentano per i contenuti attualissime. I disegni, tutti a colori, che sono a corredo delle lettere, hanno lo scopo di catturare l’attenzione dei ragazzi in una età che parte dai dieci anni in su.
I libri in simboli rientrano nella categoria dei libri su misura, costruiti attraverso una traduzione in simboli del testo scritto affinché il lettore possa essere facilitato nella comprensione di quanto scritto.
Storie delicate e avventurose che parlano di animali e di vita quotidiana, scritte dall’autore per i propri figli mentre si trovava in carcere, dove era stato rinchiuso dal regime fascista. Le storie sono state tradotte in simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa dal gruppo di lavoro Librarsi della Cooperativa Accaparlante di Bologna. Il testo è parte della collana Parimenti. Proprio perché cresco, che raccoglie inbook e libri in simboli dedicati a lettori e lettrici con disabilità linguistiche o cognitive.
Lettere dal carcere contiene le lettere scritte da Antonio Gramsci durante il periodo della sua detenzione voluta dal governo fascista.
Lettere dal carcere è un libro unico. Forse interminabile. È un libro postumo, la cui prima edizione ho sotto mano, un libro di famiglia, come lo è per non poche famiglie italiane. La sua storia, come spiega Francesco Giasi nell’introduzione, inizia il giorno dopo la morte del suo autore, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937. La prima edizione contava 218 lettere. Qui sono 511, di cui 12 inedite. È la storia personalissima di un pensiero conteso fra logiche di apparato, libertà di visione, dolore e tenacia di impegno […] In tutte le sue edizioni, per merito dei o nonostante i suoi curatori, Lettere dal carcere è sempre apparso al suo lettore non come un libro-archivio, ma come un’opera compiuta e autonoma, perché autoritratto di un pensiero vivente nel suo divenire, nel suo dispiegarsi, ma anche nella sua novità radicale.
Cofanetto in 4 volumi: i Quaderni costituiscono un classico del pensiero politico del Novecento.
I Quaderni costituiscono un classico del pensiero politico del Novecento. Gramsci fu un uomo politico e nella politica è da cercare l’unità della sua opera. Anche negli anni del carcere fascista, che ne logorò irrimediabilmente la fibra e ne spense prematuramente la vita, Gramsci fu “un combattente politico”, un grande italiano e un riformatore europeo. Nel movimento comunista egli fu l’iniziatore della critica più pregnante dello stalinismo e del marxismo sovietico. Ma il suo pensiero trascende l’orizzonte storico-politico del suo tempo e, quando più passano gli anni e le sue opere si diffondono in contesti culturali lontani da quello in cui furono originariamente concepite, tanto più la sua ricerca si afferma come un “crocevia” delle maggiori “questioni” del nostro tempo: i delemmi della modernità, la soggettività dei popoli, le prospettive dell’industrialismo, la crisi dello Stato-nazione, il fondamento morale della politica.
Due bambini e diversi animali sono i protagonisti di queste fiabe che Antonio Gramsci scrisse per i suoi figli, Delio e Giuliano, e per la moglie Iulca.
Tradotte in lingua sarda, queste storie raccontano di ricci a caccia di mele, di secchielli con granchi e pesciolini, di battaglie tra corvi e gufi, di volpi furbissime alle prese con contadini e puledrini indifesi, di gioco della dama, di libertà nel disegno, di scuola e di figli che crescono, di uomini che cadono e risorgono, e fanno capire quanto sia importante lo studio della storia.
Fiabe da leggere prima di dormire.
Si tratta della riedizione di articoli, saggi, lettere e documenti politici apparsi tra il 1910 e il 1937 con riferimenti diretti alla Sardegna.
Si tratta della riedizione di articoli, saggi, lettere e documenti politici apparsi tra il 1910 e il 1937 con riferimenti diretti alla Sardegna. Una parte consistente di queste pagine va ascritta a una dimensione spiccatamente privata, riguardante in primo luogo il mondo degli affetti, dei ricordi e della nostalgia familiare. Un insieme di riflessioni distribuito nell’arco di quasi 30 anni: da cenni fuggevoli e ricordi d’infanzia a riferimenti politici tratti dal periodo torinese, dai testi degli anni Venti ai Quaderni, in cui la Sardegna è inserita all’interno del discorso più ampio sulla questione meridionale, tema portante del pensiero gramsciano. Una raccolta rivolta a tutti coloro che vogliono focalizzare l’attenzione sulla visione gramsciana della Sardegna.
Questa edizione raccoglie una selezione di 261 lettere tratte dal periodo giovanile (Lettere 1908 – 1926) e dal periodo del carcere (Lettere 1926 – 1937).
Un vero autoritratto in forma di romanzo attraverso la selezione di 261 lettere, comprese quelle meno note del periodo giovanile ma che meglio aitano a conoscere la vita dello scrittore sardo. Non si tratta di un testo politico, filosofico, ma della storia di un’esperienza e tragedia umana di valore universale: cosi come la raccontano queste lettere che in un linguaggio semplice e diretto rivelano la grandezza di un uomo che sapeva coniugare con uguale partecipazione il momento degli affetti a quello della ragione. Il volume è diviso in varie parti, ciascuna delle quali contiene una breve introduzione che inquadra il periodo considerato.
Gianni Fresu conduce il lettore lungo un viaggio alla scoperta del processo di formazione intellettuale e dell’elaborazione del pensiero di Gramsci.
Ricci a caccia di mele, topi che salvano il mondo, elefanti con le ali. E poi fiabe di uomini che cadono e risorgono, che parlano la lingua delle galline. Questo volume illustrato raccoglie sedici storie di Antonio Gramsci estratte dalle lettere che scrisse dal carcere tra il 1926 e il 1934. Ci presenta un uomo diverso dall’intellettuale impegnato, e rivela la nostalgia per il mondo del fanciullo felice qual era stato Nino nella sua Sardegna, isola lontana ormai, dove tutto era semplice e la libertà aveva le ali per volare lontano. Età di lettura: da 5 anni.
Nessuno ha ancora raccontato Gramsci ai ragazzi. Eppure è proprio ai giovani che ha senso destinare il suo insegnamento, più che mai attuale.
Esistono centinaia di libri su Antonio Gramsci, ma nessuno ha ancora raccontato Gramsci ai ragazzi. Eppure è proprio ai giovani che ha senso destinare il suo insegnamento, più che mai attuale. La travagliata esistenza vissuta con coerenza, dignità e coraggio, sempre contraddistinta dall’ottimismo della volontà, costituisce un vero e proprio romanzo di formazione. Dall’adolescenza in Sardegna al periodo di studio e formazione politica a Torino, dall’attività giornalistica a quella di partito che lo condurrà in Russia, dove incontrerà l’amore, dall’elezione in parlamento fino ai tristi anni del carcere in cui scriverà le lettere e i quaderni, la vita di colui che odiava gli indifferenti è appassionante e densa di emozioni. E inevitabilmente, trattandosi di Gramsci, oltre alla storia di un uomo è la Storia stessa che scorre sulle pagine, quella Storia che Gramsci amava tantissimo perché, come spiegò in una lettera al figlio Delio, «riguarda gli uomini viventi, e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non può che piacerti più di ogni altra cosa».
L’opera di Antonio Gramsci è oggi ritenuta di fondamentale importanza, a livello internazionale, in ambiti scientifici molto diversi tra loro.
Grazie a un crescente interesse internazionale, l’opera di Antonio Gramsci è oggi ritenuta di fondamentale importanza in ambiti scientifici molto diversi tra loro, trovando traduzione – in senso filosofico e non solo linguistico – all’interno di realtà profondamente differenti da quelle di cui egli si occupò in forma prevalente. In questo panorama, il Brasile è uno dei laboratori più attivi e stimolanti, anzitutto perché il pensiero di Gramsci è qui rielaborato e attualizzato in maniera originale, alla luce di peculiarità culturali e sociali. In una realtà come quella brasiliana, storicamente segnata da forme atipiche di modernizzazione dall’alto, con ricorrenti sospensioni delle libertà costituzionali e colpi di Stato autoritari, alcune categorie gramsciane hanno trovato applicazioni analitiche e politiche sorprendenti. Si tratta di una riappropriazione creativa del lascito gramsciano, funzionale tanto alla rilettura della complessa storia coloniale di questo Paese quanto alla comprensione delle grandi contraddizioni che ancora oggi ne segnano la vita politica.
Quaranta testimonianze che rappresentano una fondamentale fonte di studio e approfondimento a oltre 30 anni dalla prima edizione.
Gramsci vivo, insieme ai ricordi della madre di Mimma, Teresina, è la trascrizione che conserva intatta la freschezza e la spontaneità dei quaranta colloqui da lei avuti con coloro che conobbero personalmente Gramsci e con lui condivisero l’esperienza politica e la carcerazione. La registrazione audio della viva voce dei testimoni è parte integrante della Casa Museo insieme agli altri documenti, fotografie e oggetti, che la rendono un luogo di memoria prezioso per tutti i visitatori. Volutamente si è deciso, in accordo con la casa editrice Iskra, di non incidere sul testo, ma di ripubblicarlo così com’era, lasciando alle prefazioni originarie della curatrice e di Giuseppe Fiori il compito dì introdurre il lettore nello spirito del testo.
Questo lavoro di ricerca tenta di ricostruire la vita dei Gramsci a Sorgono che, inevitabilmente, si intreccia con lo stesso evolversi del paese a cavallo dei due secoli.
Ultimo decennio dell’Ottocento. Anni in cui la Sardegna in piena crisi economica fa i conti con l’arricchimento della nuova borghesia mercantile e impiegatizia a discapito delle decadute nobiltà. Francesco Gramsci giunge da Ales con la sua famiglia a Sorgono, all’epoca importante paese ricco di fermento istituzionale, per occupare il posto di responsabile del locale Ufficio del Registro. Qui vivrà con la moglie Giuseppina per ben sei anni, ornati dalla gioia di mettere al mondo tre dei loro sette figli e dalla stretta di importanti relazioni personali e sociali con i maggiorenti locali e non solo. Ma si tratta di un periodo della vita della famiglia Gramsci che per vari motivi è sempre stato ritenuto conveniente non riportare alla memoria, e su cui le notizie sono sempre state lacunose. Questo lavoro di ricerca tenta di ricostruire la vita dei Gramsci a Sorgono che, inevitabilmente, si intreccia con lo stesso evolversi del paese a cavallo dei due secoli.
Un’accurata selezione di fotografie scattate tra il 1921 e il 1991 racconta l’intera storia del Partito comunista a cent’anni dalla sua nascita.
Lettere dal carcere è un libro unico. Forse interminabile. È un libro postumo, la cui prima edizione ho sotto mano, un libro di famiglia, come lo è per non poche famiglie italiane. La sua storia, come spiega Francesco Giasi nell’introduzione, inizia il giorno dopo la morte del suo autore, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937. La prima edizione contava 218 lettere. Qui sono 511, di cui 12 inedite. È la storia personalissima di un pensiero conteso fra logiche di apparato, libertà di visione, dolore e tenacia di impegno […] In tutte le sue edizioni, per merito dei o nonostante i suoi curatori, Lettere dal carcere è sempre apparso al suo lettore non come un libro-archivio, ma come un’opera compiuta e autonoma, perché autoritratto di un pensiero vivente nel suo divenire, nel suo dispiegarsi, ma anche nella sua novità radicale.
Cofanetto in 4 volumi: i Quaderni costituiscono un classico del pensiero politico del Novecento.
La storia, la funzione sociale e le peculiari caratteristiche della detenzione penitenziaria sulle isole. Quale significato ha assunto nei secoli, e ha tutt’ora, la reclusione su territori lontani dalla terraferma? Quali vicende storiche e quale immaginario (letterario, cinematografico, culturale etc.) si legano a questa condizione? Che ruolo hanno oggi questi penitenziari, da quelli ancora attivi a quelli che ormai fanno parte del patrimonio storico-paesaggistico? Di questo e molto altro racconta Valerio Calzolaio nel suo saggio, attraversando mari e bacini oceanici di tutti i continenti. Da l’Asinara e Procida nel Mediterraneo a El Frontón e Alcatraz nel Pacifico, all’Isola del Diavolo e Robben Island nell’Atlantico, passando anche per isole fluviali e lacustri.
La storia, la funzione sociale e le peculiari caratteristiche della detenzione penitenziaria sulle isole. Un saggio che attraversa tutti i continenti.
Tradotte in lingua sarda, queste storie raccontano di ricci a caccia di mele, di secchielli con granchi e pesciolini, di battaglie tra corvi e gufi, di volpi furbissime alle prese con contadini e puledrini indifesi, di gioco della dama, di libertà nel disegno, di scuola e di figli che crescono, di uomini che cadono e risorgono, e fanno capire quanto sia importante lo studio della storia.
Fiabe da leggere prima di dormire.
Si tratta della riedizione di articoli, saggi, lettere e documenti politici apparsi tra il 1910 e il 1937 con riferimenti diretti alla Sardegna.
Mimma Paulesu Quercioli, figlia di Teresina, la sorella prediletta di Antonio, racconta nelle pagine di questo volume la casa Gramsci, il piccolo Antonio, le sue donne che vivono nella Ghilarza di un tempo e le cui esistenze si legano a quelle di Giulia e Tatiana, donne fisicamente lontane ma fortemente legate a Gramsci.
Un racconto intimo che permette al lettore di rivivere la realtà affettiva familiare di Nino e di conoscere quelle donne che gli furono di estremo conforto soprattutto durante gli anni del carcere.
Il volume racconta il ruolo che ebbero le donne di Casa Gramsci nella vita di Antonio Gramsci attraverso le parole di Mimma Paulesu Quercioli, sua nipote.
Questo volume racconta la biografia di Antonio Gramsci attraverso la ricostruzione per immagini dei luoghi vissuti per esigenze familiari, di studio, di lavoro, di impegno politico: la cronologia iconografica di uno dei più grandi intellettuali del Novecento declinata attraverso una rigorosa scelta di immagini d’epoca. Partendo da Ghilarza, Ales, Santu Lussurgiu, Oristano, Cagliari, fino al periodo universitario e lavorativo a Torino, per concludersi a Roma, dopo essere passato per Vienna, Berlino e Mosca. Fra tutti i luoghi gramsciani non potevano mancare le immagini delle città italiane ed europee, sedi di convegni, alcuni clandestini: Firenze, Milano, Imola, Livorno, Lione, Lugano, Busto Arsizio, Gallarate, Cagliari, Capanna Mara, Leningrado. I luoghi di vacanza dell’infanzia e della maturità: San Serafino di Ghilarza, Bosa marina, Arbus, Trafoi. I luoghi della detenzione: Roma, Milano, Ustica e Turi per concludere la sua esistenza tra Formia e la Capitale. Infine le immagini, dopo la sua morte, dei visitatori ad Ales e Ghilarza.
Una singolare biografia a vignette. Con un tratto delicato, quasi melanconico, Paulesu reinventa un Gramsci che ha i tratti di un bambino.
Una singolare biografia a vignette. Con un tratto delicato, quasi melanconico, Paulesu reinventa un Gramsci che ha i tratti di un bambino. Capelli in disordine, occhiali, braccia lungo il corpo: sembra lo scolaro modello dei libri di lettura, sembra un personaggio che viene da lontano. “Sono sardo, sono gobbo, sono pure comunista. Dopo una lunga agonia in carcere, spirerò. Nino mi chiamo.” Così si presenta nella prima vignetta, e a quella seguono altre che di Gramsci ripercorrono le idee, le riflessioni, le lotte, gli amori. Fra gruppi omogenei di vignette l’autore inserisce sequenze di testo che raccontano la vita dell’uomo o citano passi importanti delle opere del politico e dell’intellettuale. Ne esce un libro del tutto originale che ci guida, come all’interno di un ideale museo (non monumentale, non celebrativo), dentro la vita, il pensiero, e l’eredità umana e politica di Antonio Gramsci.
Un ritratto a «figura intera, con i tuffi del sangue e della carne», una biografia tradotta in molte lingue, che conserva, a distanza di tanti anni, il suo fascino.
Un ritratto a «figura intera, con i tuffi del sangue e della carne». Con queste parole Fiori presenta il suo libro, pubblicato da Laterza nel 1966, una biografia che conserva, a distanza di tanti anni, ancora inalterato il suo fascino. L’opera ha avuto ben 10 edizioni italiane ed è stata tradotta in dieci lingue, inclusi il cinese, giapponese, arabo, greco e fiammingo. Lo straordinario successo del libro è dovuto alla grande capacità di Fiori di tracciare, grazie ad una scrittura di notevole efficacia letteraria, un ritratto a tutto tondo del dirigente e teorico comunista che mette in evidenza il ruolo dell’esperienza sarda nella sua formazione umana e civile, come l’originalità del suo pensiero.
Nel maggio 1925 il fascismo ottenne l’approvazione del parlamento al progetto di legge contro la Massoneria, una legge, che entrerà in vigore il26 novembre del 1925 e che segnerà l’inizio della fine di tutte le libertà civili.
Nel giorno della discussione, il 16 maggio 1925, Antonio Gramsci prese la parola per scagliarsi contro quella legge. Fu il suo primo e unico intervento in parlamento e rappresentò non una difesa della massoneria ma un’attenta e lucida denuncia contro la deriva liberticida in atto in un parlamento ormai interamente fascistizzato.
Il piccolo borgo di Ghilarza, che si affaccia sul lago Omodeo, è una tappa importante dell’itinerario gramsciano ghilarzese. Sembra utile delineare meglio l’intreccio che questo importante novenario ha con la famiglia di Antonio Gramsci e con il paese di Ghilarza.
In questa piccola pubblicazione la Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci Onlus ha voluto riportare le lettere dove si citano la festa di San Serafino, le altre celebrazioni civili\religiose, la vicina diga sul Tirso ma anche alcuni elementi della festa quali i dolci e il pane.
Le parole di Antonio Gramsci, nell’evocare l’ambiente fisico e insieme la dimensione storica e sociale di San Serafino, e più in generale di Ghilarza, offrono una chiave di lettura contemporanea e di interpretazione di un luogo simbolo della comunità, dandogli nel contempo nuovo significato e valore.
Con il contributo della Fondazione di Sardegna.
La pubblicazione è stata realizzata in occasione della ricorrenza dell’anno centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano e dei centotrenta anni della nascita di Antonio Gramsci. Comprende la ristampa del mensile di politica, cultura e attualità Rinascita Sarda n. 4 dell’aprile 1987, dedicato a “Gramsci e la Sardegna”, e una serie di approfondimenti curati da: Francesco Berria, Giorgio Macciotta, Giuseppe Vacca, Maria Luisa Righi, Gianni Francioni, Francesca Izzo, Gianni Fresu, Paolo Piquereddu. La serie di approfondimenti si conclude con il ricordo di Antonio Gramsci da parte dei Presidenti della Camera Pietro Ingrao, Nilde Iotti, Giorgio Napolitano.
2 proposte legate alla filatelia realizzate nel 2017 dalla Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci, in collaborazione con Poste Italiane, per commemorare l’80° anniversario della morte di Antonio Gramsci
iIlustrazione di Luca Paulesu.
10 cm x 15 cm. Cartoncino liscio
Cartolina con scritta/volto Gramsci
Dimensioni 10 cm x 15 cm. Cartoncino liscio.
Colori disponibili: bianco / rosso