Antonio Gramsci ha lasciato un segno indelebile nella politica del XX secolo. Il suo pensiero si è evoluto in risposta alla crisi sociale e alle ingiustizie della sua epoca, contribuendo a plasmare il dibattito politico contemporaneo.
Antonio Gramsci è una figura centrale nel pensiero politico e culturale del XX secolo. Nato in Sardegna, la sua vita è stata caratterizzata da un impegno intenso nella scrittura e nell’attivismo.
Esplora le opere di Antonio Gramsci e scopri come la sua filosofia continua a influenzare il pensiero contemporaneo.
La Casa Museo è stata l’abitazione della famiglia Gramsci. Luogo della crescita personale e della prima formazione intellettuale di Antonio e importante testimonianza della storia familiare. Passaggio fondamentale dell’esistenza di Antonio Gramsci per aprirsi al «mondo grande e terribile e complicato».
La Fondazione promuove attività culturali, sociali e formative nel territorio, valorizzando il patrimonio locale e favorendo la partecipazione della comunità. Si impegna a sostenere progetti innovativi per lo sviluppo sociale e culturale.
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Approfondisci il percorso e gli obiettivi di Ghilarza Summer School dedicata al pensiero di Antonio Gramsci.
Ogni edizione approfondisce un tema gramsciano specifico, con lezioni in italiano e incontri aperti al pubblico.
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Un invito a scoprire il contesto storico e culturale che circonda il luogo natale di Antonio Gramsci.
Notizie e aggiornamenti su attività, progetti culturali ed eventi promossi dalla Fondazione sul territorio.
Tutte le informazioni su costi, riduzioni e modalità di prenotazione per accedere agli spazi espositivi.
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Scopri la casa che ha visto crescere una delle menti più influenti dell’inizio del XX secolo.
Esplora i luoghi ricordati e citati da Antonio Gramsci nelle sue lettere nel territorio di Ghilarza e dintorni.
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Antonio Gramsci nasce il 22 gennaio 1891 da Francesco Gramsci e da Giuseppina Marcias, trascorre la vita in famiglia a Ghilarza e si trasferisce a Torino all’università, dove lavora come giornalista.
Viaggia all’estero per il Partito Comunista d’Italia e a Mosca conosce Giulia Schucht, da cui avrà due figli, ma l’8 novembre 1926 viene arrestato e assegnato al confino politico a Ustica.
Nel 1928 viene condannato a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione. Per le critiche condizioni di salute dovute al Morbo di Pott, è destinato alla casa penale di Turi, assistito dalla cognata Tatiana. In carcere avvia la corrispondenza epistolare e la stesura dei Quaderni; ottenuta la libertà condizionale per l’aggravarsi della malattia, viene ricoverato in clinica, in stato di detenzione, prima a Formia, poi a Roma.
Riacquistata la piena libertà, è colpito da emorragia cerebrale e muore il 27 aprile 1937: le sue ceneri sono depositate al cimitero acattolico di Roma.
Il 22 gennaio nasce ad Ales, da Francesco, impiegato presso l’ufficio del registro di Ghilarza, e da Giuseppina Marcias, quarto di sette figli.
Il padre è arrestato per un'irregolarità amministrativa. La madre si trasferisce, con i figli, a Ghilarza. Due anni dopo, il padre sarà condannato a oltre 5 anni di carcere da scontare a Gaeta.
Consegue la licenza elementare, ottenendo il massimo dei voti in tutte le materie. Per le difficili condizioni economiche della famiglia, interrompe gli studi e lavora per due anni presso l’Agenzia delle Imposte dirette e del Catasto di Ghilarza.
Ottenuta la licenza ginnasiale a Oristano, si iscrive al Liceo Dettòri di Cagliari. Vive con il fratello maggiore Gennaro e frequenta gli ambienti giovanili del movimento socialista.
Pubblica sul quotidiano di Cagliari L’Unione sarda il suo primo articolo
Conseguita la licenza liceale, vince la borsa di studio del collegio Carlo Alberto di Torino per gli studenti disagiati delle vecchie province del Regno di Sardegna. Il 16 novembre si immatricola alla Facoltà di Lettere per Filologia moderna dell’Università di Torino.
Si iscrive alla sezione torinese del Partito socialista italiano.
Interrompe gli studi universitari e si dedica al giornalismo, intensificando i rapporti con il movimento socialista. A dicembre viene assunto nella redazione torinese dell’Avanti!. Collabora al settimanale Il Grido del popolo.
A settembre assume la direzione dell’esecutivo provvisorio della sezione socialista di Torino e dirige fino a dicembre Il Grido del popolo.
Con Palmiro Togliatti, Angelo Tasca e Umberto Terracini fonda L’Ordine nuovo, settimanale di cultura socialista.
A maggio, è presente alla riunione della frazione comunista astensionista di Amadeo Bordiga a Firenze. Partecipa al movimento di occupazione delle fabbriche. A novembre prende parte al convegno di Imola, dove si costituisce ufficialmente la frazione comunista del Partito socialista italiano
Il 1° gennaio esce a Torino il primo numero de L’Ordine nuovo quotidiano, di cui assume la direzione. Partecipa a Livorno al XVII Congresso del Psi (15-21 gennaio), dove si costituisce il Partito comunista d’Italia. Entra a far parte del Comitato centrale del Partito comunista d’Italia.
Nel 1922 viene scelto per rappresentare il Pcd’I nell’Internazionale comunista. A Mosca, partecipa a conferenze, viene ricoverato per motivi di salute e conosce Eugenia e Giulia Schucht. Il 25 ottobre incontra Lenin.
Impossibilitato a rientrare in Italia, a causa del mandato di cattura spiccato contro di lui, rimane a Mosca. A dicembre giunge a Vienna, designato dall’Internazionale comunista con il compito di mantenere i collegamenti tra partito italiano e partiti comunisti europei.
Il 12 febbraio esce a Milano il primo numero de L’Unità. Inizia la terza serie de L’Ordine nuovo, quindicinale, pubblicato a Roma. Eletto deputato alle elezioni politiche del 6 aprile nella circoscrizione del Veneto, a maggio rientra in Italia. Entra nell’Esecutivo del Partito comunista d’Italia e si trasferisce a Roma. Ad agosto è eletto segretario del partito. Il 10 agosto a Mosca Giulia dà alla luce il loro primo figlio, Delio.
A febbraio conosce a Roma Tatiana Schucht, sorella maggiore di Giulia. Tra marzo e aprile, torna a Mosca e partecipa ai lavori del V Esecutivo allargato dell’Internazionale comunista. In autunno Giulia e Delio lo raggiungono a Roma.
Al III congresso del Partito comunista d’Italia (Lione, 20-26 gennaio) presenta la relazione sulla situazione politica generale. Giulia torna a Mosca, dove il 30 agosto nasce Giuliano. L’8 novembre, in seguito alla promulgazione delle leggi eccezionali, è arrestato e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. È assegnato al confino di polizia a Ustica, dove giunge il 7 dicembre.
Il 14 gennaio il Tribunale militare di Milano emette contro di lui un mandato di cattura. Il 20 gennaio è tradotto al carcere di San Vittore a Milano. La dura vita del carcere si ripercuote sulla sua salute; la cognata Tatiana lo assiste.
Il 28 maggio si apre a Roma, presso il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, il processo contro di lui e il gruppo dirigente del Partito comunista d’Italia. Il 4 giugno la sentenza lo condanna a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione. A causa delle compromesse condizioni di salute è destinato alla casa penale per minorati fisici e psichici di Turi.
A gennaio ottiene il permesso di scrivere e l’8 febbraio inizia il primo quaderno.
In seguito ai provvedimenti di amnistia e al condono per il decennale della marcia su Roma, la condanna viene ridotta a 12 anni e 4 mesi. Inizia la stesura dei Quaderni speciali. Il 30 dicembre a Ghilarza muore la madre.
In seguito all’aggravarsi della malattia, il 19 novembre lascia la casa penale di Turi. Successivamente viene ricoverato in clinica a Formia. In ottobre inoltra la richiesta per la libertà condizionale che viene accolta.
In seguito ad una nuova crisi, è trasferito alla clinica Quisisana di Roma. Interrompe definitivamente la stesura dei Quaderni.
Appena riacquistata la piena libertà, il 25 aprile è colpito da emorragia cerebrale. Due giorni dopo muore. La cognata Tatiana mette in salvo i Quaderni e i suoi libri. Le sue ceneri, inizialmente depositate nel cimitero del Verano, saranno inumate al Cimitero cattolico di Roma.
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